Ideato e curato da Pamela Diamante
Promosso da Cooperativa Sociale Al.i.c.e.
in coproduzione con la Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto” con il sostegno di Imago Plus
04. 11. 2025 ⎯ h 11:00
Pinacoteca metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”
Via Spalato, 19 – Lungomare Nazario Sauro, 27 (piano 4°) – Bari
giornata studio

Una giornata di approfondimento con Berna Reale, una delle più rilevanti artiste performative contemporanee del panorama brasiliano, in conversazione con Giuliana Schiavone, storica dell’arte.
Berna Reale (nata nel 1965 a Belém do Pará, Brasile) è una delle più rilevanti artiste performative contemporanee del panorama brasiliano.
Il suo lavoro si fonda sull’utilizzo del corpo come elemento estetico e politico centrale, trasformato in strumento di denuncia delle ingiustizie e delle tensioni sociali. Le sue azioni e le sue immagini affrontano con lucidità critica il tema della violenza, esplorandone tanto le dimensioni simboliche quanto quelle fisiche, senza eludere l’ombra della censura, che diventa parte integrante della riflessione sull’importanza dell’immagine nella difesa della libertà di pensiero.
La forza delle opere di Berna Reale risiede nella capacità di generare un’attrazione immediata, contrastata da un sentimento di repulsione: un’ambivalenza che riflette l’ironia della società brasiliana divisa tra fascinazione e disgusto per la violenza.
Giuliana Schiavone è storica dell’arte e docente con un progetto di dottorato in Studi Interdisciplinari di Genere presso la Universidad de Alcalá di Madrid.
INGRESSO LIBERO
04. 11. 2025 ⎯ h 19:00
Pinacoteca metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”
Via Spalato, 19 – Lungomare Nazario Sauro, 27 (piano 4°) – Bari

L’esposizione riunisce una selezione di opere video, dalle produzioni storiche alle più recenti, che indagano in modo critico le dinamiche della violenza esercitata dal potere, restituendone la dimensione estetica, simbolica e sociale. Tra i lavori presentati spicca Americano (2013), in cui l’artista, correndo tra le celle di un carcere con una torcia olimpica, rievoca la figura di Prometeo, simbolo emblematico dei diritti e della libertà umana che egli donò agli uomini. In Palomo (2012) – una delle opere più iconiche dell’artista, presentata alla 56ª Biennale di Venezia, Padiglione Brasile – Reale incarna la figura del secondo cavaliere dell’Apocalisse: con museruola, uniforme poliziesca e un cavallo rosso scarlatto, genera una tensione estetica che mette in discussione l’idea di sicurezza su cui si fondano alcune istituzioni, in particolare la polizia. In Cantando na Chuva (2014), l’artista danza il tip tap su un lungo tappeto rosso disteso in un’enorme discarica, mentre in Rosa púrpura (2014) guida un’azione corale insieme a cinquanta studentesse che sfilano per le strade di Belém con protesi orali che richiamano la cavità delle bambole gonfiabili. Estetica della Violenza offre così un’occasione di approfondimento sul linguaggio artistico di Berna Reale, la cui pratica performativa e visiva esplora con lucidità e coraggio i rapporti tra corpo, potere e violenza.
La mostra sarà visitabile fino al 5 dicembre
dal lunedì al giovedì: h. 9:00-20:00
dal venerdì alla domenica: h. 9:00 – 21:00
(La biglietteria chiude 30 minuti prima)
Biglietti presso il box office della Pinacoteca
Intero € 5,00 / ridotto € 2,00
21. 11. 2025 ⎯ h 18:00
Pinacoteca metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”
Via Spalato, 19 – Lungomare Nazario Sauro, 27 (piano 4°) – Bari
Introduzione di Micaela Paparella, consigliera metropolitana delegata alla valorizzazione e tutela della Pinacoteca di Bari
talk

L’arte può essere uno spazio di libertà, incubatore di trasformazioni, luogo di critica, rivolta e rinascita, uno spazio per resistere alla necropolitica, alla morte, alla tristezza, alla solitudine e a tutte le passioni tristi che genera la società contemporanea. L’arte che ci piace è risveglio, cura, atto di rivolta e gesto di poesia politica.
Anna Simone, professoressa associata, insegna Sociologia della politica, del diritto e della devianza, Genere e Conflitti, presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre. Si occupa di femminismi internazionali e pensiero della differenza sessuale, di diseguaglianze e giustizia sociale, del rapporto tra società e psicoanalisi, di arte e società, nonché dell’impatto che hanno sugli attori sociali i processi di neoliberalizzazione e le trasformazioni del potere. Autrice di numerosi saggi e volumi, svolge molte conferenze e seminari in Italia e all’estero. Scrive sulle pagine culturali del Manifesto e su vari siti di divulgazione culturale tra cui Fondazione Feltrinelli (con cui ha pubblicato il volume Politica della violenza, 2020), OperaViva, Il Lavoro Culturale, Alfa Beta. È tra le fondatrici del network Sociologia di posizione.
Anna D’Elia, già docente all’Università degli Studi della Basilicata, all’A.B.A. di Bari e di Roma, ha pubblicato i volumi Arte per il Pianeta (2023), Degas si confessa (2022), VEDERSCORRERE (2021). Ha curato numerose mostre, tra cui Transfusioni (Fondazione Menna-Binga, 2016-2020), Riflessioni a puntate (Fondazione Noesi, 2018), Pino Pascali e Luigi Ghirri: mare e cielo (Fondazione Pascali 2014-2015), Artronica (Bari 1987). Ha collaborato con il Centre Pompidou di Parigi per la mostra La Ville/Art et Architecture in Europe, 1870-1993; con il Museo Reina Sofia di Madrid per Pino Pascali, la reinvención del mito mediterraneo (2001); con la Biennale di Venezia per la mostra Pino Pascali, Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea (2011), con la Regione Friuli Venezia Giulia per la mostra Io, lei, l’altra. Ritratti e autoritratti fotografici di donne artiste (2022). Collabora con la rivista Leggendaria.
