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Corpo sudato

Motherhood, Desire & Electronic Cultures

Sheila Ribeiro / Artista in residenza al BIG 2026

La residenza artistica di Sheila Ribeiro, sostenuta dal Canada Council for the Arts, prende avvio durante il BIG 2026 e si sviluppa attraverso tre momenti, tra attività pubbliche, ricerca artistica e relazioni con la città.

Il progetto esplora maternità, desiderio e culture elettroniche attraverso incontri, ricerche nell’Archivio Carla Lonzi e pratiche di ricerca-creazione che potranno generare podcast, video e altre forme artistiche, facendo riverberare l’esperienza del BIG oltre i giorni del festival.

Il recente lavoro dell’artista nasce da una trasformazione dello sguardo artistico attraverso l’esperienza della maternità. Dopo anni di ricerca tra corpo, media, moda e culture elettroniche, Sheila Ribeiro si immerge in una dimensione che ha profondamente modificato la sua percezione del mondo: la maternità.

L’intimità, la vulnerabilità, l’interdipendenza, la cura e il desiderio sono sempre stati elementi centrali nel suo lavoro. In questo caso, tali questioni assumono una nuova dimensione all’interno delle strutture della cura. La maternità diventa un campo di realtà e di culture, un’esperienza quotidiana e complessa, attraversata da erotismo, autonomia, ambivalenze e possibilità di reinvenzione dei generi.

Il corpo che suda diventa una metafora attraverso cui cercare, ancora una volta, una possibile concezione del corpo. Un modo per penetrare e stimolare sensibilità percettive in relazione alle diverse condizioni e ai molteplici stati dei corpi delle donne nel mondo attuale. Il sudore diventa materia sensibile, segno di fatica e di vitalità, in relazione con il corpo tecnologico e virtuale che non suda. In questo intreccio, CORPO SUDATO trasforma gesti domestici, incidenti quotidiani, parole ripetute, silenzi, stanchezza, sogni e interruzioni in possibili strutture visive, sonore e performative. In dialogo con gli archivi femministi e le culture elettroniche, ritmo, ripetizione e ascolto diventano strumenti compositivi per esplorare ciò che le madri raccontano e ciò che rimane indicibile. Il progetto inaugura così un nuovo ciclo di ricerca-creazione, in cui esperienza vissuta, memorie plurali delle madri, corpo e tecnologia si incontrano, si interrogano e si trasformano reciprocamente.


L’artista

Sheila Ribeiro smonta il mondo che la circonda, lo trasforma in un gioco e lo colora.

(Mazen Maarouf)

“Sheila Ribeiro sfida le leggi della fisica. In un solo incontro può trasportarti da Beirut a San Paolo, da Montréal a Roma” 

(Maha Majzoub)

Sheila Ribeiro è una artista all around la cui opera attraversa corpo, danza, moda, culture elettroniche, processi mediatici e sistemi di rappresentazione. La sua pratica artistica indaga la libido dei contesti, penetrandone i codici, i desideri e le relazioni di potere per metterli in movimento attraverso l’erotica. Tra ironia, sensualità, sperimentazione tecnologica e immaginazione politica, costruisce situazioni in cui identità, corpi e convenzioni culturali perdono la propria stabilità e sperimentano possibilità di esistenza.

Tra grandi istituzioni internazionali e artisti anonimi, Sheila Ribeiro ha lavorato in tutto il mondo, collaborando con realtà come Espacio de Arte Contemporáneo (Montevideo), Kunstnernes Hus (Oslo), Society for Arts and Technology (Montréal), Transmediale (Berlino), Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles), Q Contemporary (Beirut), Super-Deluxe (Tokyo) e Sesc (San Paolo). Ha inoltre collaborato con alcune delle figure più interessanti della scena culturale, tra cui la scrittrice Padma Viswanathan, la regista Sophie Deraspe (Canada), il coreografo Alejandro Ahmed (Uruguay), l’artista Yotsuya Simon (Giappone), l’architetto Decio Tozzi (Brasile) e artisti delle nuove generazioni come Elaine Soares (Brasile). È sempre stata in transito, coabitando con contesti parzialmente o completamente estranei gli uni agli altri.


I Dialoghi del BIG — 20 novembre 2026

BIG LOVE / RITUALI D’AMORE, DELLA CARNE E DI ALTRE OSSESSIONI

coraggio cosmico, magico, ardente: l’amore tra arte, rete e politica (Sheila Ribeiro)


Taci, anzi parla — 24–26 novembre 2026

Un dialogo pubblico tra Sheila Ribeiro e Claudia Attimonelli a partire da Taci, anzi parla. Diario di una femminista di Carla Lonzi.

Attraverso le provocazioni e le riflessioni suscitate dall’opera di Lonzi, Sheila condividerà le prime intuizioni e questioni emerse dalla sua ricerca artistica CORPO SUDATO, aprendo uno spazio di confronto tra maternità, desiderio, soggettività femminili e pratiche contemporanee di ricerca-creazione.


La residenza artistica oltre il BIG — fino al 15 dicembre 2026

La residenza proseguirà in modo più libero e processuale, approfondendo la ricerca nell’Archivio Carla Lonzi e sviluppando incontri e nuove connessioni con la città.

Una sorta di riverberazione del BIG, che continua a generare idee, relazioni e possibili contenuti anche oltre questa edizione, seguendo i tempi e le necessità della ricerca artistica.

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