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Bari International Gender film festival

Festival del cinema LGBTQI e delle diversità di genere della città di Bari

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Il BIG è un festival che intende farsi link tra cinema, musica, performance, intrattenimento culturale, proponendo una riflessione ed una sensibilizzazione sulle tematiche del genere, dell’identità e dell’orientamento sessuale, intesi come processi e possibilità in divenire. La rete BIG, accademica, artistica e sociale, è eterogenea, multipla, differente: spazio di confronto internazionale e radicamento territoriale.

BIG film festival trova la sua origine a partire dal substrato teorico degli studi sulla diversità di genere – Gender Studies – che dagli anni ‘70 interessano sempre più gli ambiti accademici a livello interdisciplinare. Il presupposto, largamente condiviso dalla comunità scientifica e culturale, è che i concetti di mascolinità e femminilità sono relativi e che il rapporto fra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza.

La complessità del tema rimanda a tutta una serie di concetti chiave – come i diritti fondamentali dell’uomo, la convivenza delle differenze, il rapporto con l’altro da me – e richiede strategie comunicative ad hoc che siano in grado di arrivare alla cittadinanza, superando cliché e resistenze legate alla mancanza di una corretta informazione e di un sano dibattito o, come spesso accade, ad una distorta visione. La potenza del cinema può costituire un medium privilegiato per attivare questo processo di consapevolezza: apre alle visioni, interroga il presente ed “educa” attraverso la Bellezza.

Il Bari International Gender Film Festival intende contribuire alla sensibilizzazione politica e culturale nel panorama regionale/nazionale e avere un profondo ruolo sociale nella costruzione e diffusione di una cultura di rispetto verso tutte le diversità di genere presenti sul territorio pugliese – gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, metrosexual – consolidando quell’attitudine all’ospitalità e all’accoglienza tipica di un paese mediterraneo.

L’edizione 2020 del BIG trasposta online a dicembre e organizzata in piena pandemia, è stata il frutto di riflessioni sostanziali sia da un punto di vista strutturale del festival (ragionando sui concetti di “presenza” vs “remoto”, “distanziamento” vs “aggregazione”, “corporeità” vs “virtualità”) che dei suoi contenuti, in costante mutazione e rilettura, poiché strettamente correlati ad uno stato d’urgenza divenuto ormai condizione permanente.

In continuità con le edizioni degli ultimi anni in cui il tema della sessualità, dell’identità e degli orientamenti si intrecciava con quello dell’ “inclusività” (edizione BIG 2018 #tuttxinclusx), con la necessità degli esseri umani di sentirsi un’unica “comunità” sulla Terra (edizione 2019 #BIGCommunity), in un sistema fragile di relazioni cosmiche e biologiche (#Pianeta BIG 2020), lo sviluppo di temi come la cura, le migrazioni, la cittadinanza, la solidarietà e l’accoglienza, la memoria storica, le discendenze etniche, l’emergenza ecologica, insieme al loro rovescio, iniquità e disuguaglianze, discriminazioni e degrado (sociale, culturale, ambientale), è diventato la naturale conseguenza di processi di indagine e studio confluiti nel concepire la qualità e la rilevanza artistica della programmazione dell’edizione VII del BIG 2021.

Tale posizionamento si colloca in una prospettiva trans-femminista che, nell’elaborazione del disastro pandemico, intravede la fine dell’ “antropocene” – ossia di una lunga era dominata dall’azione distruttrice dell’uomo (centro del mondo) sulle altre specie – e l’ingresso di una nuova epoca “post-umana” in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, l’umanità sarà costretta a riconoscere la propria limitatezza in compresenza e co-abitazione (ma anche identità) con tutti gli altri organismi viventi, animati/inanimati, presenze, terrestri e aliene, elementi vegetali e animali. La post-umanità farà fronte alle calamità (di cui essa stessa è stata causa, diretta o indiretta), dovrà attuare d’urgenza la riconversione dei propri meccanismi produttivi e di sopravvivenza, utilizzare il progresso tecnologico e scientifico per uno stile di vita più attento e sostenibile per la salute del pianeta e di tutte le sue creature. Il post-umano anela ad un’era di ritrovata comunione con la natura, di cui accoglie tutte le multiformi espressioni dell’alterità, perfino nelle sue congiunture cyborg-tecnologiche in una prospettiva in cui scienza e informatica sono al servizio del recupero di un benessere ecologico post-emergenziale.

Il BIG film festival è organizzato dalla Cooperativa Sociale AL.I.C.E.  – ALternative Integrate Contro l’Emarginazione, una cooperativa sociale nata nel 2007 dalla volontà di un gruppo di donne provenienti da storie, vissuti e percorsi professionali differenti ma accomunate dalla voglia di essere parte attiva nel sistema socio-culturale pugliese.

Nel 2010 si sviluppa l’Area Arti Espressive che promuove progettazione in ambito culturale e artistico. Il fare e fruire Arte come reale e sostanziale motore di cambiamento sociale, coinvolgendo target differenti, realtà culturali e artistiche locali, regionali, nazionali e internazionali.

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